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Michele Gaudiomonte all’International Fashion Week 2025: architettura, arte e identità mediterranea
Durante l’International Fashion Week 2025, ospitata nella suggestiva cornice del Castello Marchione di Conversano, Piero Muscari ha intervistato lo stilista Michele Gaudiomonte, protagonista di una sfilata antologica che ha raccolto alcuni dei capi più iconici delle sue collezioni.
Gaudiomonte parte dalle radici pugliesi per raccontare una moda legata ai colori, alla forza del territorio, alla luce del Sud e ai tronchi d’ulivo che considera “elementi pittorici” capaci di ispirare forme, volumi e atmosfere. La sua formazione unisce architettura e sartoria familiare: due mondi che potrebbero sembrare distanti, ma che condividono — come ricorda — la stessa geometria, la stessa idea di costruzione.
Nell’intervista approfondisce anche i riferimenti artistici che da sempre alimentano il suo lavoro: le correnti Pre-Raffaellite, il Simbolismo e l’“utopia della bellezza”, intesa come esperienza, identità, possibilità di sentirsi parte di ciò che si indossa.
Un passaggio intenso è dedicato al saluto a Giorgio Armani, di cui riconosce passione, indipendenza creativa e il ruolo determinante nella storia della moda italiana dagli anni Ottanta ai Duemila. Da qui Gaudiomonte riflette sui cambiamenti del settore: la crisi del fast fashion, la necessità di rallentare, il ritorno all’artigianato, la valorizzazione del vero Made in Italy anche nei mercati internazionali.
La sfilata presentata a IFW 2025 ha incluso capi dipinti a mano e abiti ispirati a Tamara de Lempicka, pittrice a cui Gaudiomonte è particolarmente legato. Una moda che si fa quadro, racconto, gesto artistico.
Infine, un ringraziamento alla Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, promotrice dell’evento, per il lavoro costante nel dare visibilità ad artigiani, giovani designer e professionisti che altrimenti non avrebbero spazio per esprimersi.





